Satire liriche

di e con Antonio Cornacchione
musicista Carlo Fava

Prima o poi doveva succedere.
A quattro anni di distanza dal fortunato spettacolo “Povero Silvio” Cornacchione torna a  lavorare Con e Per il nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Deluso e irritato con tutti i suoi difensori professionisti, Ghedini capezzone, Santanchè Cicchitto, Bondi, La Russa, Biancofiore, Carfagna, Brambilla, Gasparri…  e mi fermo qui perche la lista è lunga, Silvio Berlusconi si affida nuovamente al suo spin doctor più efficiente e che ha ottenuto i migliori risultati, chiedendogli di scendere in campo al suo fianco  per far trionfare  le armate del bene contro le orde del male, arruolandolo  volontario nelle file del partito dell’amore.
Dove hanno  fallito i suoi tanti avvocati e i suo innumerevoli portavoce Cornacchione vincerà, sorretto dalla sola  forza dell’amore, consapevole del fatto che il vero amore è disinteressato, come il suo. Possono dire lo stesso i tanti finti amici di cui ci circonda il nostro amico Silvio?

Quindi Silvio Berlusconi e Antonio Cornacchione si ritrovano insieme sullo stesso palcoscenico, grazie a  “Silvio C’è?”  il nuovo spettacolo del comico milanese.
Ma questa volta il gioco si fa raffinato. Se Berlusconi è sotto attacco per la sua vita privata e la Zanicchi consiglia gli Italiani di giudicarlo per quanto di buono ha fatto   come Premier e non per quello che ha fatto nelle sue feste private, Cornacchione  è convinto del contrario, bisogna difenderlo dal gossip pur di  non parlare del suo governo..  perché è meglio così! Il gossip in fondo è la miglior arma di distrazione di  massa. 
Sotto allora con il gossip di Minzolini  di Brunetta di Vespa di Daddario, di Ruby e di Fede.
Ma  il gossip naturalmente non esaurisce gli argomenti trattati nello spettacolo.
Pur di distrarre gli spettatori  Cornacchione tratterà di informazione, di Minzolini di Vespa, di poteri forti, di politica estera. Tutto pur non parlare del governo di Silvio.
Insomma Berlusconi non è che uno dei tanti  ingredienti dello spettacolo; Un’ora e mezza di confronto strabico con la realtà italiana, raccontata e cantata da Cornacchione e musicata da Carlo Fava, solida figura del teatro canzone, amabile chansonnier, campione italiano in carica degli imitatori di Joseph Ratzinger. I due complici duettano su massimi e minimi sistemi, rileggendo con ironia i tempi curiosi che andiamo vivendo.
Temi di scottante attualità, trattati con lo sghignazzo complice di due vecchi amici (tre, contando Silvio) che si cantano addosso, si parlano addosso, si criticano addosso, lavorando con autoironia sui rispettivi difetti. Così Antonio insegna a Carlo come uscire dalla nicchia della musica d’autore  e Carlo sussurra ad Antonio i segreti dei vari Telegiornali partendo dalla loro musicalità interiore.
Per finire con un omaggio al grande Giorgio Gaber.
“Silvio c’è” è uno spettacolo che non fugge dall’attualità,  ma la affronta perché in fondo l’attualità…  è solo la storia quando era giovane.
Per chi comprende  che  tutto deve cambiare perché nulla cambi,  che la flessibilità nel lavoro è  solo la richiesta di mettersi a novanta gradi… Che la posizione della Chiesa sugli anticoncezionali è “l’uomo sul letto e la donna a duecento chilometri di distanza”.. Per chi, in fondo, sa che nei periodi più bui è sempre confortante accendere la luce e scoprire il volto di un buffone. Magari con un cantautore di fianco.
“Silvio c’è?”: notizie, , canzoni, fannulloni, religione, telegiornali, fotografie, cazzate. Non necessariamente in quest’ordine. Perché Silvio c’è, come Dio.  Però anche ci fa.

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