D.E.O. ex MACCHINA

Date tournée:

  • 18 Gennaio a Rio saliceto (Bologna)
  • 25 gennaio Castelnuovo del garda
  • 12 e 13 Marzo Trieste Teatro Miela
  • 14 marzo  Conselice Ravenna
  • Gennaio 2021 Teatro Franco parenti

di e con Antonio Cornacchione
collaborazione ai testi Massimo Cirri
scenografia e video mapping Alessandro Nidi
aiuto scenografia Giulia Cornacchione
 
regia Giampiero Solari
produzione Amicor Sas
 
con il patrocinio di: Associazione Archivio Storico Olivetti, Olivetti SPA e CSC – Archivio Nazionale Cinema Impresa Olivetti

Alcuni studiosi affermano che il nostro Paese ha perso la sua capacità produttiva in settori industriali nei quali negli anni 60 era all’avanguardia. È il caso dell’informatica o della chimica.
Hanno ragione. Non c’è bisogno di studiare molto per vedere una realtà che è sotto gli occhi di tutti.
Oggi quasi tutti i politici promettono assegni in bianco a fine mese, ma nessuno parla di rilancio della nostra Industria e della necessità di una seria incentivazione alla ricerca.
Basterebbe prendere esempio da Adriano Olivetti che già a metà degli anni 50 (quando per molti italiani persino il Televisore era un oggetto misterioso) fece nascere a BARBARICINA, in provincia di Pisa, il primo centro di ricerca elettronica la cui attività sarebbe servita per progettare il primo calcolatore elettronico poi costruito interamente in Italia.
Di questo centro di ricerca ho sentito favoleggiare per anni durante i miei anni impiegatizi passati alla Olivetti: si raccontava che fossero dei ricercatori giovanissimi scelti personalmente dal capo della Divisione Elettronica, il cinese Mario Tchou.
C’erano matematici, ingegneri, periti elettronici e meccanici. Provenivano da tutta italia, lombardi, romani, napoletani, ma anche dal resto del mondo. Quindi inglesi, canadesi, americani e così via. Ma la voce più insistente era quella che li voleva tutti matti. Una via di mezzo tra Archimede Pitagorico e Jim Morrison! Ho fatto le mie ricerche e non posso fare altro che confermare la voce: Si, Lo erano!
L’atmosfera che si respirava nella villa, sede del centro ricerche, era del tutto anticonvenzionale. In assoluta controtendenza rispetto alla rigidità della vita in fabbrica di operai e impiegati. Possiamo dire che il Centro ricerche Olivetti di Pisa anticipava la mistica del Garage di Steve Jobs (forse Steve si è ispirato alla OLIVETTI?).
Dalla esperienza di BARBARICINA nascono, alla fine degli anni ’50 i primi calcolatori italiani della serie ELEA. le cui applicazioni future non erano nemmeno prevedibili. Effettivamente, più che la Scienza ci sarebbe voluta la Chiaroveggenza! Uno di questi viene regalato al Ministero del Tesoro… (unico caso di Privato che sovvenziona lo Stato) Ma soprattutto nasce il Primo calcolatore da tavolo al Mondo: la P101 chiamata affettuosamente Perottina, dal nome del suo inventore, Pier Giorgio Perotto. La macchina viene presentata alla fiera di New York del 1965. Gli americani sono entusiasti. I dirigenti OLIVETTI meno. Dicono che una macchina così non abbia mercato. Come i ferrovieri che, alla vista della prima automobile, dissero: NON FUNZIONA! NON SOSTITUIRA’ MAI IL TRENO!
Così OLIVETTI non approfitta della posizione di monopolio in cui si è venuta a trovare e lascia campo libero alla concorrenza agguerrita di americani e inglesi.
Questo spettacolo vuole raccontare, con le dovute libertà narrative, la storia della Divisione Elettronica Olivetti dai primi anni entusiasmanti di BARBARICINA, alla vendita della Divisione elettronica agli Americani (con il colpevole disinteresse dei governanti di allora), alla situazione attuale, frutto delle ristrutturazioni che si sono susseguite negli anni con la vendita di alcuni rami della OLIVETTI a una serie infinita di società per poi finire in mani poco onorevoli, mentre per fortuna la parte più cospicua è ancora attiva nel campo dell’elettronica.
Conosceremo i ricercatori eroici che portarono l’elettronica Italiana a competere nel mondo. Parleremo di Adriano Olivetti, Mariano Rumor, e altri protagonisti dell’epoca.
Racconterò di mie esperienze alla OLIVETTI, le mie MEMORIE DI UN IMPIEGATO.

Dice il saggio: Solo conoscendo il passato si può capire il presente. Infatti: i politici di oggi parlano di disoccupazione e cervelli in fuga. Ma queste cose sono frutto delle scelte politiche di allora. Prendiamone atto per non correre il rischio di diventare una colonia industriale di altri paesi.

Nota a margine. Il capo del centro ricerche Olivetti era un Cinese naturalizzato Italiano che aveva fatto gli studi in America. I ricercatori da lui assunti erano Italiani, Inglesi, Canadesi. Tutti insieme hanno ottenuto risultati eccellenti nel campo della innovazione elettronica Mondiale.
La loro esperienza può essere da esempio positivo per tutti quelli che oggi parlano di fallimento del multiculturalismo?